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Porto Rotondo, ultima della classe in accoglienza |
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L'Unione Sarda 30/07/2008 pagina 33
Bocciata senza pietà dalla Trademark, importante analista dei flussi turistici
Olbia. Promosse Riccione, Cervi e Taormina, ma è tutta la Sardegna a presentare molti punti deboli
Tutti bocciati, o quasi, e Porto Rotondo ultimo nella lista del turismo che non funziona. Lo dice la Trademark Italia, una delle più importanti società di marketing turistico. L'indagine è stata effettuata lo scorso luglio e ha riguardato 12 località balneari di tutta Italia, scelte da nord a sud dello stivale. La valutazione complessiva di Trademark Italia è pessima.
Il presidente Aureliano Bonini parla di un quadro critico, quasi incredibile. In questa situazione non si salva Porto Rotondo, località scelta in Sardegna, anzi nella graduatoria finale occupa l'ultimo posto dietro a Forte dei Marmi e Santa Margherita Ligure. Un biglietto da visita destinato a scatenare polemiche, soprattutto perché arriva da un soggetto specializzato in analisi e verifiche di questo tipo.
L'indagine è stata effettuata con il sistema del “Mistery Guest”. In pratica un operatore si è presentato come cliente, al telefono, o inviando e-mail di richiesta di informazioni per verificare la risposta. Sono stati scelti i primi alberghi indicati nella guida Michelin e per ciascuno sono state effettuate più telefonate, chiedendo la disponibilità di stanze per luglio. Sono stati poi individuati e contattati sia le strutture private, che gli uffici pubblici, attraverso i siti internet di riferimento. Per ogni aspetto è stata data una valutazione che va da zero a cinque punti.
Il risultato finale di ogni località è la media complessiva dei voti dati agli uffici pubblici e quelli delle strutture private. Nella classifica Trademark delle località balneari, Riccione occupa il primo posto con un punteggio complessivo di 3,5 punti, seguono Cervi, Taormina e Lignano Sabbiadoro. Otto destinazioni non hanno superato la soglia minima per gli standard indicati nelle medie della concorrenza internazionale e addirittura sono poco interessati alle richieste d'informazioni dei turisti.
Per Porto Rotondo è stato messo in evidenza da Trademarkche: «Non ha un sito internet e neanche telefonando agli uffici del Comune di appartenenza, si riesce a trovare un riferimento telefonico per ottenere informazioni turistiche».
Insomma, una situazione non proprio incoraggiante per un Paese che fa del turismo uno dei settori trainanti della sua economia. Il discorso riguarda anche, sempre stando ai risultati dell'indagine di Trademark, anche una delle località più note e frequentate della Sardegna. La società di marketing turistico parla apertamente di scortesia, negligenza e freddezza nei confronti dei potenziali clienti delle strutture ricettive. Non si salva però neanche il settore pubblico e quando ai privati vengono affidati servizi per la collettività, la situazione, se possibile, è anche peggiore.
«Stiamo parlando delle più famose destinazioni italiane - spiega Aureliano Bonini, presidente di Trademark Italia - e dei migliori alberghi, ma l'impressione ottenuta è quella di una industria alla deriva. Gli uffici pubblici, con alcune lodevoli eccezioni, si occupano dei turisti come se fossero noiosi importuni a uno sportello Asl». La Sardegna, per Trademark, occupa l'ultimo posto della classifica composta, per buona parte, da località che non superano l'esame dell'Europa.
A. B.
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