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Segnaletica assente Siti archeologici soffocati dall'erba |
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L'Unione Sarda 10/05/2008 pagina 51
caso Storici ruderi abbandonati
Il lato storico culturale sta crescendo. Dal ritrovamento e la ricostruzione delle navi romane alle mura di via Acquedotto, dalla nascita della cooperativa Iolao, che si occupa della gestione dei siti archeologici, passando per la tanto attesa apertura del museo che sembra sempre essere imminente. Sono però ancora tanti i passi da fare perché questo patrimonio sia accessibile a tutti.
Capita così di trovarsi di fronte ai resti di una villa in via Nanni, tra il parcheggio e il passaggio a livello, e trovarla ricoperte dalle erbacce e in completo abbandono.
La stessa scena si ripete in via Acquedotto dove, a completare l'opera, hanno pensato le scritte con la bomboletta spray. Sempre in via Nanni si incontrano altre rovine, nel terreno accanto alla Asl, che sono visibili soltanto da alcuni giorni. L'erba alta oltre un metro impediva di notarle. Impossibile per chiunque, sapere cosa stiano guardando perché, anche quando i reperti non sono ricoperti da erbacce o rifiuti, non esistono cartelli informativi.
«L'Aspo ha recentemente presentato un progetto - ha detto l'assessore alla cultura Giovanni Cassitta - che riguarda tutti i siti di valore storico del centro. L'idea è di attivare una navetta che possa accompagnare turisti e cittadini alla scoperta di questi tesori. La realizzazione della segnaletica rientra in questo progetto».
Bisognerà quindi attendere. Nel frattempo però non si è pensato a una segnaletica temporanea che possa servire da deterrente per i soliti vandali. Ancora più complicata è la situazione delle rovine che si trovano su via Aldo Moro, vicino al vecchio ospedale. Anche qui una parte del prezioso patrimonio storico è quasi inghiottito dalle erbacce e pare che il Comune non possa intervenire in tempi brevi.
«Si tratta di un terreno privato - ha spiegato Cassitta - per cui non possiamo fare nulla. Nel 2002 è stata firmata una convenzione con la sovrintendenza riguardante la gestione dei siti archeologici. In quel documento ci si riferiva anche a quel sito e si faceva riferimento a una procedura di esproprio che non è mai stata completata. Fino a quando quel terreno non sarà stato espropriato all'attuale proprietario il Comune, cosi come la sovrintendenza, non avrà nessun potere di decisione e ovviamente di azione».
ELENA NARDI
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