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Nave merci? Non porterą solo carri |
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L'Unione Sarda 04/04/2008 pagina 13
Treni. L'amministratore delegato di Ferrovie parla del trasporto su rotaia e della linea Golfo Aranci-Civitavecchia
Vendita delle aree di Cagliari, Fs tratta con la Regione
L'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti parla dei progetti della società nell'isola.
PULA I due estremi delle ferrovie sarde stanno a Cagliari e Nuoro. La città barbaricina è l'unico capoluogo di provincia in tutta Italia non toccato dai treni delle Ferrovie dello Stato. A Cagliari, invece, c'è un vero e proprio gioiello di tecnologia: una sala operativa dalla quale il personale controlla l'intero sistema ferroviario sardo di Rfi e la Sardegna è stata la prima regione ad avere una gestione centralizzata dei treni, altamente innovativa e sicurissima. E proprio di innovazione ha parlato ieri a Pula (in occasione del tour sardo di Walter Veltroni) l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Trenitalia Mauro Moretti. Fama da duro, il numero uno di Trenitalia è un manager lucido nell'esposizione dei suoi programmi e determinato nel raggiungere gli obiettivi. Forse non a ogni costo, ma certamente con il coinvolgimento di tutti, a iniziare da istituzioni ed enti locali. L'obiettivo non è il mantenimento dei posti di lavoro, quanto realizzare con le forze disponibili un sistema ferroviario efficiente, moderno e che guardi alla logistica, punto d'approdo della strategia di Moretti.
Partiamo dal problema più urgente: la nave ferroviaria che collega Civitavecchia con Golfo Aranci sarà tagliata?
«Nessun taglio. La rete è lì. C'è un traghetto pronto per le merci che chiedono di essere trasportate. Se ci sono operatori che vogliono fare business utilizzando il trasporto ferroviario, siamo pronti a garantire il servizio. Altrimenti si possono trasportare container o camion».
Il problema dunque non è il trasporto merci su ferrovia?
«Guardi, bisogna fare una riflessione su come fare il trasporto merci anche con la Regione, come facciamo in tutta Italia. Quando sono arrivato alla guida delle Ferrovie ho trovato un servizio che era fermo all'inizio del 1900, quando ancora non si utilizzavano i camion. In tutta Italia c'erano oltre 800 piccoli scali merci. Era un mondo separato dal resto del Paese, per giunta con tante perdite sul fronte economico».
E allora ha usato la scure.
«Il servizio era costosissimo e poco soddisfacente per i clienti. Se, per fare un esempio, c'è un grande business su Cagliari, concentriamo qui il servizio. Se c'è necessità di trasportare in tempi brevi una merce perché non utilizzare il gommato oppure riempire un container, se è più conveniente».
Cosa cambierà subito?
«Ci stiamo trasformando da ferrovieri in operatori della logistica a tutto campo. Non vogliamo solo traghettare il cargo dall'origine alla destinazione, ma organizzare un servizio che faccia tutto questo in tempi brevi e in modo efficiente e vantaggioso. Se serve il treno lo utilizzeremo, altrimenti, per trasporti meno importanti, anche altro».
E i costi cresceranno?
«Se fosse rimasto l'attuale sistema, avremmo dovuto quadruplicare le tariffe. Ora, si cercherà di raggiungere il porto più vicino o il centro dove si sviluppa il maggior traffico merci».
Tutto questo comporta però anche grossi investimenti.
«Siamo in grado di sostenerli e soprattutto di parlare con partner marittimi più grandi utilizzando come terminal quelli più importanti. Ecco perché sono stati tagliati in tutta Italia 400 piccoli scali, concentrandoci sui luoghi dove possiamo servire l'industria e utilizzare i container: a Genova, per esempio, siamo entrati nella gestione del terminale di Voltri».
Anche Poste Italiane vuole fare logistica. Due concorrenti entrambi dello Stato.
«E infatti abbiamo costituito una società, Italia Logistica, partecipata al 50% da noi e da Poste Italiane, per curare la parte della logistica nei dettagli. Nell'ultimo anno abbiamo già aumentato il traffico merci del 4%, siamo il secondo operatore in Germania per quantità trasportata sui treni e siamo forti sulle auto. D'altronde, non si poteva continuare a buttare via risorse solo per difendere un ferroviere, altrimenti si finisce come Alitalia».
Questo discorso però potrebbe portare a ridurre il servizio in Sardegna.
Nell'isola vogliamo potenziare il servizio metropolitano e migliorare le linee a sud di Oristano, dove si concentra il 70% dei passeggeri sardi, con un parco treni più moderno: presto avremo dieci Minuetto».
E nel resto dell'isola?
«Vogliamo abbreviare i tempi di percorrenza tra Cagliari e Sassari, arrivando a due ore, e quella per Olbia, restando entro le due ore e mezzo, utilizzando treni a cassa oscillante che possano essere utilizzati nell'isola. Abbiamo contatti con due o tre costruttori. E abbiamo progetti importanti per migliorare le Ferrovie e restituire le aree che non ci servono alle città».
Si dice che anche a Cagliari metterete in vendita il patrimonio immobiliare.
«A Cagliari, a Olbia, come in molte altre città le nostre aree sono le ultime rimaste all'interno dei centri storici e possono essere valorizzate per scopi sociali, trasformandole in aree di servizio. Come è nostro uso, ci rivolgiamo prima di tutto alle istituzioni per valorizzare queste aree. Solo in seconda battuta, guardiamo ai privati. Fino ad ora in Sardegna non abbiamo avuto contatti con privati, ma con la Regione e con questa vogliamo chiudere in tempi brevi per l'area di Cagliari, dietro la stazione. Queste zone possono diventare importanti per la città, ma noi non possiamo dimenticare la nostra missione che è quella di fare utili, da reinvestire peraltro in servizi per la clientela».
GIUSEPPE DEIANA
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