IL CORRIERE DELLA SERA 05/02/08 martedì pag 27
CONTI RYANAIR CROLLA IN BORSA
Profitti in caduta anche per le low cost
MILANO - Non è la prima volta che il numero uno di RyanAir Michael O'
Leary fa previsioni minacciose che poi non si realizzano. La più grande
compagnia low-cost europea nell' annunciare il crollo dell' utile del
27% nel terzo trimestre (al 31 dicembre) ha dipinto un futuro a tinte
fosche per tutto il settore (almeno in Europa). Che forse, questa
volta, è giustificato. I vettori europei, secondo O' Leary, stanno
confrontandosi «con una di quelle flessioni cicliche» su cui potrebbe
abbattersi una «tempesta perfetta» fatta di prezzo del carburante alle
stelle, domanda dei consumatori povera, sterlina più debole e tariffe
aeroportuali più alte (a causa di monopoli mai dismessi). Al punto da
far lanciare al manager irlandese un allarme-profitti anche per il
prossimo anno. Attenzione, ha detto O' Leary, i profitti potrebbero
cadere del 50% sotto l' impatto della crescita del prezzo del petrolio
e della caduta delle tariffe. Immediata la risposta della Borsa: in
picchiata a Dublino il titolo della compagnia irlandese che nella prima
ora di scambi ha ceduto fino al 14% per poi chiudere la seduta con una
flessione di -2,2% a 3,52 euro. La sua visione nera sul possibile
destino delle compagnie no frills ha avuto ripercussioni anche sul
titolo della concorrente EasyJet. E così mentre Andy Harrison, il ceo
della quarta compagnia aerea europea, in un' intervista a La Tribune,
annunciava il raddoppio del traffico aereo in Francia di 12 milioni di
passeggeri entro il 2012, il titolo Easyjet crollava del 6% al London
stock exchange per poi perdere -2,95% a 453 pence. Due secondo O' Leary
i possibili scenari per il 2008-9: secondo la previsione più
ottimistica che combina ricavi stabili e prezzo del petrolio a 75
dollari, si potrebbe registrare «una crescita degli utili del 6%, a
circa 500 milioni di euro». Diversamente, previsioni basate «sul
petrolio fermo a 85 dollari con una riduzione del 5% dei ricavi,
potrebbero portare a una flessione degli utili del 50% a circa 235
milioni di euro». L' unica risposta competitiva, dice, «potrebbe essere
quella di tagliare ulteriormente le tariffe per incoraggiare i
consumatori sensibili ai prezzi, oltre a sviluppare nuovi
collegamenti». Nonostante il calo dell' utile netto, la compagnia
irlandese registra ricavi al terzo trimestre comunque in crescita del
16%, a 569 milioni di euro, e il numero di passeggeri in aumento del
21%. Troppo presto comunque per fare previsioni accurate «in mercati
così volatili. Tuttavia «con un prezzo del petrolio a 90 dollari al
barile e timori di recessione in Gran Bretagna e nel resto delle
economie europee, l' outlook per l' anno fiscale che sta iniziando è
piuttosto povero. Così come le previsioni sulla fiducia del
consumatori».
Jacchia Antonia
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